Questo articolo prosegue idealmente quello pubblicato in Ticino Management lo scorso aprile, intitolato ‘Le radici della Silicon Valley’. Allora avevo ripercorso la mia ventennale esperienza in quella Valle e facevo riferimento a due testi fondamentali: la Rich’s Guide del 1984, che usavo per selezionare le Start up da rappresentare in Italia, e un volume del 1995 che raccontava la storia della Silicon Valley paragonandola al Rinascimento europeo, in particolare a quello italiano.
Da allora non ho mai smesso di seguire la Valley, prima attraverso i miei viaggi di lavoro e oggi grazie a contatti e amici che continuano a inviarmi dati, immagini e sensazioni fresche da quel mondo in costante trasformazione.
Molti protagonisti che hanno segnato la mia vita professionale non ci sono più. Robert Noyce e Gordon Moore, fondatori di Fairchild Semiconductor e poi di Intel, che ho avuto l’onore di rappresentare in Italia per quasi vent’anni, hanno lasciato un’eredità immensa. In particolare, Moore rimane celebre per la sua osservazione del 1965, passata alla storia come la ‘Legge di Moore’: la previsione che il numero di transistor nei microchip sarebbe raddoppiato a intervalli regolari. Una regola empirica che ha retto per decenni, portandoci dai pochi transistor degli anni ’60 agli oltre 100 miliardi di oggi.
Con Gordon Moore scambiai l’ultima e-mail di auguri a fine 2020 e la sua ultima apparizione pubblica fu in videoconferenza durante il cinquantenario di Intel a cui partecipai anch’io diffondendo in quell’occasione il mio libro My Intel Story. Si spense serenamente alle Hawaii, a 94 anni, nel marzo del 2023.
Con altre figure storiche, da Federico Faggin a Lucio Lanza, da Stan Mazor a Bill Davidow, fino alla comunità del Computer History Museum mantengo ancora oggi uno scambio di idee e di informazioni, come racconto nel mio libro Semiconduttori.
Guardando al presente, la Silicon Valley continua a essere un unicum mondiale. La sua capacità di rigenerarsi continuamente mantiene intatta la competitività e ha prodotto numeri impressionanti: le prime 10 aziende tecnologiche quotate in Borsa valgono oggi complessivamente circa 16mila miliardi di dollari, ovvero otto volte il Pil italiano. E tutto questo in un territorio di appena 5mila chilometri quadrati, meno del doppio del Canton Ticino.
Colpisce un altro aspetto: gran parte di questa ricchezza proviene da aziende nate dopo la mia stagione più intensa di attività nella Valley. È la prova di una vivacità imprenditoriale inesauribile, difficilmente paragonabile con quella delle grandi corporation europee.
E se non fosse che Elon Musk ha trasferito i quartier generali di Tesla, SpaceX e X in Texas, i suoi ‘tera-dollari’ andrebbero sommati a quel già straordinario totale.
Ma forse il dato più significativo riguarda le Start up. Oggi la Valley pullula di iniziative innovative molto più di quanto non accadesse negli anni Settanta e Ottanta, quando io stesso andavo ‘a caccia’ di giovani imprese da portare in Italia. La densità di idee e progetti è almeno dieci volte superiore. Per questo ritengo che i giovani interessati a intraprendere dovrebbero non solo visitare la Silicon Valley per ispirarsi, ma anche creare legami concreti di collaborazione. È il modo migliore per crescere, imparare e trasformare un’idea in qualcosa di reale.
A puro titolo di esempio, ho condotto di recente un’indagine sulle iniziative nate nell’ambito dell’energia e dell’Ia, settori che stanno attirando sempre più attenzione e investimenti da parte delle nuove generazioni. E questi sono solo due dei tanti campi in cui la Valley continua a reinventarsi e a stupire.

Per gli interessati riporto in due tabelle le società che nella Silicon Valley si occupano di intelligenza artificiale (Ia) e dell’energia, molte delle quali appena nate e facilmente avvicinabili per chi volesse collaborare con loro. Si nota come queste due aree si muovano in direzioni strategiche complementari: le Start up Ia puntano su algoritmi, modelli linguistici, infrastrutture di calcolo e strumenti per rendere l’intelligenza artificiale più accessibile e potente, mentre le energetiche affrontano sfide infrastrutturali e ambientali, sviluppando nuove tecnologie per il solare, il nucleare modulare (piccole centrali dette Smr), lo stoccaggio energetico e la cattura della CO2, persino esperimenti nell’ambito della fusione nucleare.
In sintesi, le due traiettorie si rafforzano a vicenda: l’Ia abilita un’energia più intelligente ed efficiente, mentre nuove soluzioni energetiche garantiscono la sostenibilità dell’ecosistema tecnologico della Silicon Valley.
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