Questa pagina ha l’ambizione non solo di ricordare alcuni modelli che a mio giudizio hanno lasciato un segno particolare, ma anche di comprendere meglio l’evoluzione che alcuni marchi hanno avuto nel tempo. È il caso della Ferrari 308, di cui quest’anno ricorre il 50mo anniversario dalla presentazione. La Ferrari 308 fu infatti la prima berlinetta a motore 8 cilindri posteriore centrale che segnò l’inizio di una straordinaria sequenza di modelli, durata fino al 2013. Il 1975 è stato un anno molto importante per la Casa di Maranello, all’insegna di una rinascita che coinvolse tutto l’automobilismo sportivo italiano, con le vittorie nel Mondiale Marche con l’Alfa Romeo, nel Mondiale Rally con la Lancia Stratos e nel Mondiale Piloti e Costruttori di Formula Uno con la Ferrari e Niki Lauda al volante.
Enzo Ferrari, dopo l’ingresso della Fiat nel suo capitale, seppe dare un forte impulso industriale che nelle sue intenzioni doveva andare di pari passo alle vittorie sportive. La 308 era un modello interamente nuovo, la linea portava la firma di Pininfarina e del giovane ingegnere Leonardo Fioravanti che disegnò un capolavoro destinato a rimanere nell’immaginario collettivo. I primi esemplari furono realizzati con carrozzeria in vetroresina, ma Enzo Ferrari stesso impose che la produzione continuasse con l’impiego di acciaio e alluminio, più consoni al blasone del marchio. La motorizzazione a 8 cilindri di 3.000 cc rappresentava un salto importante rispetto al 6 cilindri della Dino e forniva la potenza di 255 cavalli, necessaria per posizionare la nuova vettura al vertice della categoria, anche se negli anni successivi le normative americane costrinsero la Casa di Maranello all’uso dell’iniezione elettronica, abbandonando i carburatori e depotenziando il propulsore, e appannando un po’ l’immagine sportiva del modello che ritrovò adeguate prestazioni solo alla fine della sua carriera, con la versione 328 da 270 cavalli.

Pur non essendo un modello impiegato ufficialmente nelle corse, a causa dell’impegno totalizzante della Casa nel Mondiale Formula 1, il preparatore privato Michelotto seppe approntare una versione da Rally che vinse il Campionato Italiano Rally nel 1982, con Tognana al volante, mentre nello stesso anno il campione francese Andruet trionfò al Tour de Corse, prova valida per il Campionato Mondiale Rally, dimostrando il grande potenziale della berlinetta. Oggi le poche vetture da gara rimaste con la loro bellissima livrea ‘Pioneer’ sono molto ricercate dai collezionisti. Ma a trainare le vendite del modello, che si attestarono a quasi 12mila esemplari in totale, fu la combinazione del suo fascino straordinario ed esclusivo con il prezzo abbordabile per la classe della vettura. La versione Gts con il tettino rigido asportabile fu la preferita da chi voleva divertirsi emulando l’attore Tom Selleck, mentre la classica Gtb con la sua linea purissima era decisamente più bella soprattutto se configurata in colori diversi dal solito rosso. Personalmente trovo sia strepitoso il colore ‘blu sera’ metallizzato abbinato agli interni beige.
Al volante, la Ferrari 308 regalava emozioni forti, anche superiori alle prestazioni pure, e riservava sensazioni da vettura da corsa con una seduta bassa e allungata, il cambio con il tipico selettore in acciaio e un sound pieno e coinvolgente, soprattutto nella prima versione a carburatori. E poi, chi la possiede oggi e si mette al volante per un emozionante viaggio nel tempo, non può non pensare che la sua vettura un giorno uscì dai cancelli della fabbrica di Maranello probabilmente sotto gli occhi del Grande Vecchio che aveva posizionato il suo ufficio proprio lì davanti, per avere piena visibilità e controllo costante su tutto.
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