
Johann Wolfgang von Goethe, Edizione Limitata 88.
Caro lettore,
il nuovo anno prosegue all’insegna di colpi di scena, di nome. Sconcertanti banalità, di fatto. Applaudite come se fossero cose strabilianti. L’ordine mondiale rimane in cerca di autore, ma tale penna o continua a non esistere, o il blocco dello scrittore ha mietuto un’altra potenzialmente illustre vittima, di cui sempre più si avverte la mancanza.
La Corte Suprema ha dichiarato illegittima una parte dei dazi americani, il che non ha sorpreso nessuno, e l’averlo acclarato risulta rassicurante sullo stato di salute della democrazia a stelle e strisce, offrendo al tempo stesso qualche spunto ma, anche, aprendo una nuova fase, ancor più pericolosa. La Casa Bianca è gestita da incompetenti; l’impianto legale dei nuovi dazi sarà auspicabilmente più credibile, e dunque destinato a sopravvivere a molte generazioni di nuovi presidenti. Nel frattempo a incertezza si somma incertezza, senza intaccare l’essenza del problema.
Il dollaro rimane l’unico disfunzionale sistema a oggi disponibile, la sua egemonia è però fondata su un deficit monstre, che i dazi avrebbero voluto correggere, il quale ne mina la credibilità, e fa dubitare della longevità. Avere un forte deficit commerciale è l’unico modo per immettere nell’economia mondiale grandi quantità di dollari (origine dell’egemonia), che guarda caso sovvenzionano un altrettanto insostenibile debito federale. Sistemi più sani, fondati sull’export, sarebbero altrettanto validi? No, per scarsità di valuta disponibile.
Altra questione, nota ma volutamente ignorata, l’energia. È tutto un gran parlare di autonomia strategica, ma come può una potenza manifatturiera rendersi indipendente importando gran parte dell’energia di cui abbisogna? Quesito di stringente attualità sia per l’Europa, sia ironia della sorte per la Cina, o anche per la Svizzera. Si potrà mai essere davvero neutrali, se facilmente ricattabili su tutto? No, per scarsità di energia disponibile.
Persone serie discuterebbero di seri problemi, e invece… Gli Stati Uniti festeggiano 250 anni di indipendenza, discutibile ma vera, con un Presidente discutibile ma che vede qualcuno di tanti problemi, altrove si spengono migliaia di candeline, e… pizza e patatine.
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