TM    Novembre Digitale 2025

A misura di finanza: sicurezza, controllo e valore

L’intelligenza artificiale porta nuove opportunità alla finanza, ma anche sfide di sicurezza e integrazione. Forte di oltre trent’anni di esperienza nel software per banche e fiduciarie, Apsoft sviluppa soluzioni su misura e sotto pieno controllo, per un’adozione dell’AI consapevole e sostenibile. In dialogo con il direttore Alessandro De Pellegrin e con il software architect Daniele Picciaia.

di Susanna Cattaneo

Giornalista

Come conferma anche un recente sondaggio della Finma, cresce l’interesse degli istituti finanziari per l’intelligenza artificiale. Banche, fiduciarie e società di gestione patrimoniale svizzere iniziano a sviluppare soluzioni proprie o a rivolgersi a fornitori specializzati. Ma al di là dell’hype, ciò che serve davvero sono partner competenti, capaci di tradurre il potenziale dell’IA in applicazioni concrete, sicure ed efficaci, rispettando i rigidi requisiti di un settore in cui la protezione dei dati e la stabilità operativa sono imprescindibili.

«Si tende a figurarsi l’intelligenza artificiale, a maggior ragione quella generativa, come un oracolo in grado di rispondere a qualsiasi domanda, ma bisogna ricordarsi che si tratta in realtà di uno strumento, come tale con i suoi pregi e i suoi difetti. Se usato bene può avere un valore aggiunto notevole, però va innanzitutto conosciuta», sottolinea Alessandro De Pellegrin, direttore di Apsoft SA.

Forte del know-how specialistico maturato in 35 anni di consulenza e sviluppo di soluzioni IT su misura per gli intermediari finanziari svizzeri, l’azienda ticinese unisce ora la sua expertise bancaria e fiduciaria con le più recenti tecnologie dell’IA. Obiettivo, accompagnare gli intermediari finanziari a cogliere le nuove opportunità tecnologiche garantendo ciò che nel settore più conta: sicurezza, controllo e valore.

«Quando si parla di intelligenza artificiale, si tende a dar per scontato il ricorso al cloud. Ma per i nostri clienti far uscire i dati dall’azienda non è di solito un’opzione», sottolinea Daniele Picciaia, software architect di Apsoft: «Da qui nasce FinMedIAtor, la nostra piattaforma modulare on-premise, basata su LLM locali e architettura multi-agent, in grado di operare senza uscire dai sistemi interni».

Alessandro De Pellegrin, direttore di Apsoft SA e Daniele Picciaia
Alessandro De Pellegrin, direttore di Apsoft SA, e il software architect Daniele Picciaia.

Oltre a garantire la completa riservatezza, l’approccio di Apsoft si contraddistingue per la capacità di integrare l’IA con infrastrutture legacy o proprietarie senza richiederne la sostituzione, che comporterebbe ingenti investimenti. «Un nostro punto di forza risiede proprio nella capacità di adattarci ai sistemi esistenti dei clienti, facendoli interfacciare con la tecnologia cutting edge dell’intelligenza artificiale, in particolare generativa, senza richiedere la modifica delle loro infrastrutture informatiche, ma fornendo funzionalità aggiuntive e la possibilità di scalare in funzione della crescita del loro volume del business», evidenzia Alessandro De Pellegrin.

Grazie all’architettura modulare, Apsoft è in grado di fornire soluzioni operative in tempi rapidi e a costi sostenibili. La piattaforma può essere personalizzata con plug-in dedicati, adattandosi alle esigenze specifiche di ciascun cliente e ai diversi contesti operativi del mondo finanziario.

Tra le prime applicazioni spicca la ricerca semantica che, agganciandosi alle fonti che alimentano i processi informatici di una banca o una fiduciaria, permette di interrogare in tutta sicurezza documenti aziendali e normativi in diverse lingue e in diversi formati, come ad esempio PDF, Word, immagini… ma anche database relazionali oppure repository di fatture. Il sistema consente non solo di cercare termini, ma di formulare vere e proprie domande in linguaggio naturale. «La sostanziale differenza però rispetto a ChatGpt, oltre al fatto di offrire una soluzione in locale, risiede nella pertinenza delle informazioni con cui alimentiamo e aggiorniamo dinamicamente il sistema. Per garantire la massima trasparenza e verificabilità, ogni risposta è accompagnata da una stima indicativa di accuratezza e dal collegamento diretto alle fonti: un aspetto chiave per la compliance e la qualità dei dati in ambito finanziario», commenta Daniele Picciaia.

L’accesso avviene tramite web application locale, con la possibilità di creare ambienti multiutente, permessi differenziati e contesti di lavoro separati con accesso a informazioni segregate. Grazie ai plug-in integrabili con suite come Microsoft Office, l’IA può anche generare testi all’interno di email, documenti Word, presentazioni, ecc. Nonostante l’hardware contenuto, per chi ne necessitasse è possibile arrivare a eseguire modelli fino a 120 miliardi di parametri, garantendo prestazioni elevate anche on-premise.

L’IA di Apsoft apprende nel tempo grazie al feedback degli utenti e può essere ulteriormente personalizzata dai suoi sviluppatori per aderire ai workflow specifici di ciascun cliente. Affinché l’adozione dell’intelligenza artificiale sia realmente efficace, è prevista anche una formazione mirata. La Gen-AI, infatti, semplifica l’interazione grazie a interfacce conversazionali sempre più naturali, ma richiede comunque consapevolezza d’uso: la qualità delle risposte dipende in modo diretto da come si formulano le domande.

Un nostro punto di forza risiede nella capacità di adattarci ai sistemi esistenti dei clienti, facendoli interfacciare con la tecnologia cutting edge dell’intelligenza artificiale, in particolare generativa, senza richiedere la modifica delle loro infrastrutture informatiche, ma fornendo funzionalità aggiuntive e la possibilità di scalare in funzione della crescita del loro volume del business.

«La roadmap futura punta a sviluppare ulteriori servizi basati su questa architettura, interfacciabile verso sistemi esterni e che può essere utilizzata per realizzare agent sempre più complessi, abilitando scenari di nuova generazione per il settore finanziario oltre alla ricerca semantica e Q&A su documenti aziendali: analisi automatizzata di contratti e compliance, supporto decisionale per analisti e gestori, automazione intelligente di processi, … nuove idee possono nascere anche nella pratica, dalla realizzazione dei prototipi dimostrativi che presentiamo a clienti o potenziali tali per testare concretamente il valore dell’IA nei loro flussi operativi quotidiani», anticipa il software architect.

Accanto ai nuovi progetti di intelligenza artificiale, Apsoft continua a consolidare e potenziare le soluzioni sviluppate nei suoi ormai quasi 35 anni di attività, che festeggerà l’anno prossimo. Un know-how specialistico che dal core banking si è arricchito di nuove applicazioni e prodotti IT per gli intermediari finanziari svizzeri, dal Cash Desk Management (eTeller) alla gestione delle operazioni societarie (INCA – Income & Corporate Actions), fino ai sistemi di Front Asset Management (FAM) e analisi della redditività aziendale (ProMIS – Profitability Management Information System). Un ecosistema software che testimonia la profonda conoscenza delle logiche operative e regolamentari del settore.

In un mercato dominato da aggiornamenti pressoché quotidiani, Apsoft sceglie una via diversa: l’innovazione stabile. «Il nostro obiettivo non è inseguire ogni nuova feature dei modelli LLM, ma offrire ai clienti soluzioni solide e affidabili, sulle quali costruire valore nel lungo periodo», conclude Alessandro De Pellegrin.

Competenza, rigore e visione: è questa l’intelligenza – umana – che permette di portare quella artificiale nel cuore dei sistemi finanziari svizzeri, con la sicurezza, l’attenzione e la sensibilità che il settore richiede.

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