TM    Maggio 2026

Un nuovo superciclo?

In un contesto segnato da elettrificazione e tensioni geopolitiche, i materiali tornano al centro della scena, diventando una leva strategica per crescita e sicurezza. Un’analisi di Pieter Busscher, gestore della strategia Smart Materials di Robeco.

Pieter Busscher

di Pieter Busscher

gestore della strategia Smart Materials di Robeco

L’era dell’abbondanza a basso costo è finita. Dal rame alle terre rare, fino alle tecnologie avanzate, le basi dell’economia globale stanno cambiando, creando nuove opportunità per gli investitori. Non si tratta di un ciclo delle materie prime, ma di una trasformazione strutturale. La domanda è sostenuta da forze profonde come elettrificazione, Ai, riarmo e reshoring, che aumentano in modo duraturo l’intensità materiale dell’economia. Le aziende che rendono possibile questa evoluzione sono al centro della nuova fase industriale.

La fine dell’abbondanza a basso costo. Per decenni, la globalizzazione ha mantenuto bassi i costi degli input. L’offerta era flessibile, il capitale abbondante ed elevata l’affidabilità delle catene di fornitura. Questo equilibrio è ormai superato.

Lo sviluppo di nuove capacità estrattive richiede tempi lunghi, spesso superiori ai vent’anni, mentre le attività di raffinazione sono concentrate in aree geopoliticamente sensibili. Il reshoring nei Paesi occidentali comporta inoltre costi e complessità aggiuntivi. Si sta affermando un contesto in cui la scarsità diventa strutturale, generando un crescente potere di determinazione dei prezzi.

La domanda. L’elettrificazione, tra veicoli elettrici, energie rinnovabili, reti e sistemi di stoccaggio, richiede quantità significativamente maggiori di rame, litio, nichel e terre rare rispetto ai modelli tradizionali. Anche le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, in particolare i data center, necessitano di materiali altamente puri, semiconduttori avanzati e un’elevata capacità energetica.

Monopoli cinesi

Quota di raffinazione della produzione mondiale per Paese (in %)

Quota di raffinazione della produzione mondiale per Paese (in %)
Fonte: Robeco 2026. Sopra, la raffinazione della maggior parte dei materiali è in mano cinese.

Robotica e automazione generano inoltre una nuova domanda di leghe speciali e componenti ad alte prestazioni, mentre Difesa e scorte strategiche si affermano come fonti di domanda persistenti. L’economia globale non si limita a consumare più materiali: ne dipende strutturalmente.

Valutazioni ancora disallineate. Nonostante queste dinamiche, molte aziende legate ai materiali continuano a essere valutate sulla base di ipotesi ormai superate. Il potenziale di crescita degli utili è elevato, la dispersione tra gli attori significativa e le valutazioni restano relativamente interessanti. In questo contesto, gli investitori stanno di fatto pagando prezzi del passato per esigenze del futuro. Questo disallineamento crea opportunità, in particolare per strategie focalizzate sui colli di bottiglia della catena del valore e sugli attori che ne facilitano il funzionamento.

Nuovi vincitori. Il valore non si concentra più esclusivamente nell’estrazione, ma si sposta verso la trasformazione, l’ottimizzazione e l’innovazione dei materiali. Tecnologie di misurazione avanzata, automazione industriale, riciclo e scienza dei materiali rappresentano i nuovi punti di controllo in cui la scarsità si traduce in rendimenti sostenibili.

Un allineamento raro. Guardando al futuro, queste dinamiche sono destinate a rafforzarsi. I metalli legati alla transizione energetica beneficiano di una domanda strutturale, mentre Ai e robotica sono ancora agli inizi. Mentre gli stati stanno ridefinendo le politiche industriali per rafforzare le catene di fornitura, spingendo per un maggior riciclo.

Nell’insieme, questi fattori delineano una traiettoria di lungo periodo: non un ciclo, ma un tema di investimento generazionale. Le condizioni appaiono raramente così allineate, offerta vincolata, domanda in crescita, valutazioni ancora contenute e convergenza di megatrend. Investire nei materiali oggi non significa anticipare un trimestre, ma posizionarsi per la prossima rivoluzione industriale. La rinascita dei materiali è già iniziata.

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