TM    Dicembre 2025

Moderato ottimismo

A prevalere sono gli elementi di supporto, che dovrebbero garantire una certa serenità sui mercati nei prossimi mesi. La correzione è possibile, pur rimanendo contenuta. Un’analisi di Alberto Conca, Cio di Lfg+Zest.

Alberto Conca

di Alberto Conca

Cio di Lfg + Zest

L’attuale posizionamento sull’azionario richiede uno sguardo attento allo stato del ciclo economico negli Stati Uniti e in Europa. I dati più recenti, in particolare Pmi e Ism dell’industria, segnalano una ripresa sia americana che tedesca.

Dopo due anni di difficoltà, emergono segnali incoraggianti anche nel manifatturiero: la Cina beneficia della crescita dell’export, mentre il ribasso dei tassi in America ed Europa sostiene la propensione agli investimenti. A ciò si aggiunge l’accelerazione legata all’Ia, capace di rendere la ripresa ancora più vigorosa.

La solidità dei bilanci aziendali, unita a margini vicini ai record storici, garantisce ampia copertura degli oneri finanziari. Anche le famiglie mostrano resilienza grazie alla crescita dei salari reali e a un mercato del lavoro ancora forte. Il sistema bancario presenta poi basi solide e capacità di alimentare il ciclo economico.

Valutazioni. In un ambiente sostenuto da politiche monetarie accomodanti e da significativi supporti fiscali non si vedono oggi le condizioni per una fase ribassista profonda. Una correzione è possibile, ma le discese più marcate si manifestano quasi sempre in contesti recessivi che, ad oggi, non sono probabili.

Il confronto storico delle valutazioni dell’S&P500 offre un quadro più sfumato. La versione cap-weighted, trainata dalle BigTech, tratta su multipli elevati (26x), mentre l’indice equal-weighted rimane più vicino alle medie degli ultimi vent’anni. Ne emerge un mercato complessivamente non eccessivamente sopravvalutato, con le valutazioni più tirate concentrate nelle mega-cap.

Si aprono le valutazioni

Evoluzione dei P/e dello S&P 500 rispetto all’equal weighted

Evoluzione dei P/e dello S&P 500 rispetto all’equal weighted
Fonte: Lfg+Zest, Bloomberg 25. Due versioni dello S&P 500 a confronto, due racconti molto diversi.

Le vere incognite. Le principali incertezze riguardano l’inflazione statunitense, che fatica a scendere sotto il 3% per motivi tecnici e fiscali, e i tassi a lunga scadenza, mantenuti elevati da deficit crescenti e curve dei rendimenti più ripide.

Con un’economia ancora in forte utilizzo della capacità produttiva, i tassi reali difficilmente torneranno negativi senza una recessione, lasciando la parte lunga della curva su livelli alti e introducendo potenziale volatilità per i mercati azionari.

Aree d’investimento. Nel contesto globale, in cui gli Stati Uniti restano il riferimento dei mercati azionari, emergono segnali costruttivi anche in relazione a Europa ed Emergenti. In Europa il quadro congiunturale sta gradualmente migliorando, parallelamente, i mercati emergenti meritano attenzione: valutazioni ragionevoli, ripresa del ciclo industriale e rialzo delle materie prime rappresentano driver importanti. Per chi è oggi troppo esposto al mercato statunitense, può essere sensato ridurre marginalmente il peso a favore di Asia e Latam.

Settori. Sul piano settoriale, la spinta della spesa pubblica europea continua a favorire Difesa e industriali, mentre tecnologia e farmaceutico restano comparti strutturalmente interessanti. L’Automotive, in una fase di transizione green meno vincolante, rappresenta inoltre un’opportunità contrarian selettiva. All’interno del Tech, il tema dell’Ia rimane centrale. Pur osservando aree speculative e valutazioni impegnative nell’universo Ia, è improbabile si stia formando una bolla paragonabile alle Dotcom.

Le grandi aziende statunitensi, in particolare le Mag7, combinano elevati tassi di crescita e forte generazione di cassa, un elemento che le differenzia nettamente dal passato. Il tema chiave è la capacità di trasformare gli ingenti investimenti in un reale incremento di profittabilità: a oggi le stime indicano un possibile incremento dei margini dell’S&P500 di circa mezzo punto percentuale, il suo contributo attuale, quindi non basta da solo a giustificare le valutazioni più tirate del mercato.

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