TM    Maggio 2026

E se l’alpha fosse nel test?

Si parla molto spesso di farmaci e terapie, ma si sottovaluta il valore della diagnosi. Oltre che nell’interesse dei pazienti, anche gli investitori dovrebbero quindi guardare… meglio. Un’analisi di Anna Bretschneider, Head of Switzerland di Baillie Gifford.

Anna Bretschneider

di Anna Bretschneider

Responsabile Svizzera di Baillie Gifford

E se il più redditizio degli investimenti nel settore sanitario fosse il test diagnostico, e non il farmaco? Per decenni ci si è concentrati sulla terapia, con farmaci antitumorali rivoluzionari, terapie geniche e progressi nell’immunologia al centro di interessi, e investimenti. Ora qualcosa sta cambiando, il focus si sta spostando sulla prevenzione.  Grazie all’Ai, ma non solo, la diagnostica sta vivendo da tempo una fase di grande sviluppo tecnologico, il che dovrebbe spingere a riconsiderare strutturalmente l’intero segmento con grande attenzione.

Il trattamento delle malattie in fase avanzata è estremamente costoso. Le terapie oncologiche avanzate, non sempre efficaci, le malattie croniche e le cure ospedaliere intensive mettono a dura prova sia i pazienti che i bilanci.

La diagnosi precoce. Agire per tempo, individuando la malattia, consente interventi più semplici, meno invasivi, e molto più efficaci. I tumori diagnosticati in fase iniziale hanno molte più probabilità di essere curati. Le patologie croniche possono essere gestite prima dell’insorgere di complicazioni, se non prevenute. I benefici sono molti, umani oltre che finanziari, entrambi importanti in un generalizzato contesto demografico difficile.

La longevità è uno dei grandi successi della medicina moderna, ma comporta una maggiore incidenza di tumori, malattie neurodegenerative e malattie croniche. La prevenzione non è dunque più semplice idealismo, ma realismo fiscale! La diagnosi precoce è sempre più vista come la soluzione logica e sostenibile da seguire, e ovviamente la diagnostica è il centro nevralgico di tutto.

Sequenziamento e test genomici. La medicina sta diventando più mirata, i trattamenti possono essere personalizzati sul singolo paziente, a patto di poter contare su una diagnostica di precisione. In oncologia, ad esempio, i test genomici determinano sempre più spesso quale farmaco somministrare. Nell’assistenza prenatale, i test non invasivi possono rilevare anomalie cromosomiche prima e in modo più sicuro che mai.

La longevità è uno dei grandi successi della medicina moderna, ma comporta una maggiore incidenza di tumori, malattie neurodegenerative e malattie croniche. La prevenzione non è dunque più semplice idealismo, ma realismo fiscale

A livello di mercato non mancano player importanti, e dall’alto potenziale.Ad esempio, BillionToOne, Ipo l’anno scorso, è un’azienda di diagnostica molecolare di precisione; sviluppa test genetici che rilevano e quantificano i segnali di malattia in piccole quantità di Dna nel sangue. Ha rapidamente espanso la propria attività, aumentando i ricavi, ampliando i volumi dei test prenatali ed entrando nella diagnostica oncologica.

Tempus Ai è invece un’azienda di tecnologia sanitaria che applica l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati su larga scala alla medicina di precisione in oncologia, cardiologia e altre aree cliniche, trasformando dati complessi in informazioni clinicamente utilizzabili.

I progressi scientifici stanno ridefinendo molti equilibri. Con Illumina il sequenziamento del genoma è diventato più veloce ed economico, mentre Complete Genomics lo sta spingendo ancora oltre: più veloce, più accurato e più accessibile. Sullo sfondo le potenzialità dell’Ai nell’interpretazione dei dati clinici e molecolari, ieri inimmaginabili.

La diagnostica. Le aziende più interessanti sono probabilmente quelle che combinano piattaforme scalabili, dati proprietari, team di gestione forti e chiare dimostrazioni di utilità clinica. Non tutte le innovazioni avranno successo, ma i fattori strutturali sono difficili da ignorare. È importante sottolineare che la diagnostica non è un tema di nicchia o un’operazione a breve termine. Sta diventando la spina dorsale dell’assistenza sanitaria moderna. Man mano che il focus si sposta verso screening, stratificazione del rischio e intervento precoce, il ruolo dei test si espande. La diagnostica è tutto, senza di essa la terapia non è efficace.

È più silenzioso, e meno oggetto di annunci sensazionalistici, ma si sta delineando un cambiamento importante e di lungo termine all’intersezione tra dati biologici e intelligenza artificiale, il cui perno è proprio la diagnostica. E questo crea opportunità d’investimento per tutti.

È raro trovare un settore di investimento in cui i rendimenti finanziari e l’impatto sul mondo reale si rafforzino a vicenda in modo così diretto. In definitiva, le più grandi innovazioni nel settore sanitario potrebbero non essere solo i farmaci, ma anche quei test che individuano la malattia prima che si manifesti.

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