TM    Dicembre 2025

Appuntamenti – Visioni di luce

Dai chiaroscuri di Georges de La Tour alla luce spirituale di Beato Angelico, dai bagliori cromatici e sostenibili di Kévin Germanier fino agli spazi infiniti e riflettenti di Yayoi Kusama, quattro mostre raccontano la luce come esperienza e rivelazione. Elemento formale ma anche simbolico, attraversa secoli e linguaggi diversi per farsi emozione, visione e trascendenza, invitando lo sguardo a perdersi e ritrovarsi.

di Mirta Francesconi

Georges de La Tour, Il Neonato, 1645
Georges de La Tour, “Il Neonato”, 1645 circa, olio su tela. © Rennes, Musée des beaux-arts

Parigi – Musée Jacquemart-André
Georges de La Tour. Fra ombra e luce

Uno sguardo rinnovato all’opera rara e luminosa di Georges de La Tour (1593-1652), tra i maggiori pittori francesi del XVII secolo, per affrontare gli interrogativi che ancora circondano la sua vita e la sua produzione. Benché siano giunte fino a noi solo una quarantina di opere autentiche, la sua impronta nella storia dell’arte è profonda: con il suo naturalismo sottile, la purezza formale e l’intensità spirituale, ha creato un linguaggio pittorico di grande forza emotiva, capace di attraversare i secoli, nonostante l’oblio fino alla riscoperta nel Novecento.

Fino al 25 gennaio 2026

Firenze – Palazzo Strozzi e  Museo di San Marco
Beato Angelico

Una mostra straordinaria e irripetibile, che ha reso possibili operazioni di eccezionale valore scientifico e culturale, come l’articolata campagna di 28 restauri e indagini diagnostiche e la possibilità di riunificare ben 5 pale d’altare smembrate da più di 200 anni. Un’occasione unica per riscoprire la grandezza di un maestro che seppe fondere fede e arte, coniugando il senso del sacro con una profonda attenzione all’umano

Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi

rittico Francescano (1428/29) di Beato Angelico
Frutto di un’eccezionale operazione di recupero, per la prima volta ricomposto il Trittico Francescano (1428/29) di Beato Angelico, in mostra a Palazzo Strozzi ma poi stabilmente a San Marco. © Su concessione del Ministero della Cultura / Opificio delle Pietre Dure

Muovendo dal tardogotico al Rinascimento, Beato Angelico (1395 ca-1455) ha creato dipinti famosi per la maestria nella prospettiva, l’uso della luce e il rapporto tra figure e spazio. La mostra si sviluppa attraverso Palazzo Strozzi, che ripercorre la produzione dell’artista, e il Museo di San Marco, dedicata a esordi e codici miniati per un totale di 140 opere dai più importanti musei e collezioni italiane e straniere. Un progetto che riafferma la centralità del frate pittore nella storia dell’arte, in dialogo con i protagonisti della cultura figurativa del suo tempo.

Fino al 25 gennaio 2026

Losanna – Mudac
Le Mostruose

Carta bianca all’esplosione di creatività di Kévin Germanier. Primo stilista svizzero contemporaneo a entrare nell’Haute Couture, afferma un’estetica singolare, che unisce bagliori di colore, volumi futuristici e materiali riciclati. A partire da perle dimenticate, tessuti abbandonati e altre materie recuperate, fa rimare eleganza e sostenibilità.

Allestita dal designer stesso su 300 mq nel cuore del mudac di Losanna, la mostra ne rivela l’identità: diversità, coerenza e una pratica circolare innovativa che reinventa i codici della moda. Esposti numerosi abiti – alcuni indossati da icone della scena artistica -, oggetti nati da collaborazioni e creazioni inedite. 

Fino al 22 marzo 2026

'Infinity Mirrored Room Yaoyi Kusama
L’Infinity Mirrored Room Yaoyi Kusama alla Fondation Beyeler (The Hope of the Polka Dots Buried in Infinity Will Eternally Cover the Universe, 2025). © YAYOI KUSAMA Photo: Mark Niedermann

Riehen – Fondation Beyeler
Yayoi Kusama

Il concetto di infinito è centrale nell’opera di questa singolare artista giapponese oggi 96enne, non solo come scelta formale ma come esperienza spirituale e psicologica. I suoi motivi ricorrenti – pois, reti, specchi – esprimono meditazioni su vita e morte, dissoluzione del sé e desiderio di trascendenza. La mostra-evento della Fondation Beyeler offre un’eccezionale panoramica, dai disegni intimi degli esordi agli ambienti monumentali, proiettandosi anche nel giardino, con oltre 130 pezzi mai presentati in Europa e creazioni inedite appositamente concepite.

Fino al 25 gennaio 2026

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