TM    Maggio 2026

Un viaggio d’eleganza

Negli anni ’70 la Mercedes T rivoluziona la station wagon, unendo lusso, spazio e comfort, e diventando il simbolo di una nuova mobilità chic e versatile. Il racconto di Marco Betocchi, appassionato e collezionista di auto d’epoca.

Marco Batocchi

di Marco Betocchi

Appassionato collezionista e socio, dal 1990, dell’Automobile Club de Monaco

Alla fine degli anni Settanta l’eccellenza del trasporto ferroviario europeo era rappresentata dal famoso treno Tee – Trans Europ Express. Caratterizzato da un’elegante livrea rossa e crema, collegava le maggiori città del continente con le sue carrozze ben rifinite e garantiva un comfort di viaggio di livello superiore per una clientela agiata ed esigente.

Quando venne presentata a Francoforte, nel 1977, la Mercedes T, versione station wagon della fortunata berlina serie123, venne rapidamente identificata dal pubblico come la sua alternativa automobilistica, rappresentando un elemento di rottura con gli schemi classici della vettura da trasporto e da lavoro. Esteticamente per tre quarti identica alla sorella berlina, concentrava le sue peculiarità tecniche e stilistiche nella parte posteriore. Il portellone, leggermente inclinato, che le conferiva un aspetto elegante e moderno, dava accesso a un vano bagagli enorme e ben superiore ai Suv moderni, celando un sofisticato sistema di sospensioni pneumatiche autolivellanti che garantivano un comfort senza pari anche a pieno carico. Le motorizzazioni furono tante, nell’intento di accontentare ogni fascia di pubblico, a partire dai propulsori a 6 cilindri in varie cubature, pensati per le autobahn tedesche, passando al modello 200 T benzina, privilegiato dagli Italiani per ragioni fiscali, fino al leggendario e potente turbodiesel 300 Td, molto apprezzato dal pubblico americano e adatto alle lunghe percorrenze.

Mercedes-Benz
Sopra, alla fine degli anni ’70, Mercedes-Benz rivoluzionava il concetto di auto familiare.

La straordinaria qualità dei lamierati e della verniciatura, declinata in tantissimi e vivaci colori, rimasta ineguagliata nel tempo e ancora oggi rimpianta dagli stessi clienti Mercedes-Benz, trovava adeguato riscontro nell’ampio abitacolo, identico alla berlina, rifinito con materiali robusti e di altissima qualità, come i leggendari velluti “a coste” dei sedili e impreziosito dalla discreta presenza dei profili in legno del cruscotto. Spesso ordinata con molti accessori come il cambio automatico, il tetto apribile e la panchetta per due posti supplementari nel baule, diventò rapidamente un vero e proprio status symbol per una clientela agiata, sofisticata ma con un profilo pratico e sportivo, posizionandosi come alternativa di lusso alla sua unica concorrente dell’epoca, la Volvo 240 Station Wagon.

Guidata dal manager di successo così come dalla ragazza sportiva, la si poteva vedere sfrecciare in autostrada, stabile e sicura, così come parcheggiata davanti al Golf Club più prestigioso o alla scuola più esclusiva, con bimbi a bordo e un bobtail nel baule, come in una famosa foto pubblicitaria dell’epoca. Fu l’inizio di una moda che durò anni e che diede origine a un nuovo segmento e a una lunga serie di modelli station wagon prodotti da tutti i principali costruttori concorrenti europei che però non riuscirono a scalfire l’immagine della vettura di Stoccarda, la quale confermò invece il suo successo anche con la seguente serie 124, arrivando fino a metà degli anni ’90, quando ci fu la lenta ma inesorabile invasione dei Suv.

Personalmente la considero una vettura di un’eleganza inarrivabile, fin dalla prima volta che la vidi, guidata dalla giovane e bellissima figlia della titolare di un noto negozio di abbigliamento milanese, bianca con tetto in vinile nero come si usava allora. La stessa inimitabile eleganza con la quale vidi la Principessa Caroline guidare la sua 300 Te di colore rosso, per le strade di Montecarlo in un’estate di trent’anni fa. Per riassaporare oggi quell’eleganza, l’unica alternativa è dare un’occhiata alla 280 Te nel garage in cui un amico collezionista ha voluto saggiamente metterla. Ancora oggi splendida e lucente in un bellissimo color crema, proprio come quello del famoso treno Trans Europ Express.

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