Sono materia viva, antica, carica di resilienza e metamorfosi. Le pietre naturali: non solo materiali da plasmare, ma custodi di storie geologiche, memorie del territorio, eredità culturali. Incontrando il gesto umano, si trasformano in oggetti che abitano lo spazio, lo raccontano, e si fanno complici nel quotidiano. Dagli edifici alla scultura funzionale e decorativa fino all’orologeria più raffinata, questi materiali millenari si offrono come ponti tra natura e cultura, tra ciò che è eterno e ciò che è attuale.
Diventano superfici da accarezzare, volumi da contemplare, dettagli da indossare. Il marmo si piega al linguaggio del design contemporaneo, i minerali rari si fanno quadranti unici, i cristalli riverberano luce e memoria. Non è solo estetica, ma una sinfonia di significati dove la materia dialoga con l’ingegno, e il tempo si misura anche in bellezza.

Proprio da questa visione – che unisce passato e futuro, artigianato e innovazione – nasce Cristallina Design, un brand ticinese che ha scelto di raccontare l’unicità dell’unico marmo autoctono della Svizzera attraverso oggetti di lusso, scultorei ma funzionali, emozionali ma concreti.
È la sua fondatrice, Natascia Finocchiaro Maurino a raccontare come una cava, una storia di famiglia e una forte sensibilità creativa siano diventati il motore di un progetto che porta la bellezza della natura dentro la vita quotidiana. Tra sostenibilità, design e cultura materica.
«Già attivi nell’estrazione e nella lavorazione della pietra naturale, gli avi della famiglia Maurino nell’Ottocento si trasferirono dal Piemonte in Ticino», esordisce Natascia Finocchiaro Maurino, «In quegli anni, con l’apertura del nuovo asse del San Gottardo, il territorio stava vivendo una fase di grandi trasformazioni e nuove opportunità. Si insediarono nella zona di Biasca, dove tuttora ha sede l’azienda»
Il passaggio dalla tradizione all’innovazione avviene oltre quindici anni fa, con l’acquisizione della gestione, da parte della famiglia, dell’unica cava di marmo oggi attiva in Svizzera, situata a Peccia.

«Non era più attiva da tempo e riportarla in funzione ha richiesto un impegno considerevole, sia sul piano tecnico sia su quello organizzativo ed economico. Una scelta che ci ha permesso, tuttavia, di valorizzare un patrimonio peculiare: il Cristallina, l’unico marmo svizzero che, già in passato, era stato utilizzato in progetti architettonici prestigiosi. Per noi è stato naturale proseguire questa tradizione, ma anche farla evolvere, enfatizzando il Cristallina non solo come risorsa tecnica ma come simbolo di bellezza e identità», prosegue Natascia Finocchiaro Maurino, «Con la creazione di Cristallina Design abbiamo voluto estendere l’utilizzo del marmo oltre l’edilizia e l’architettura, come elemento centrale per oggetti capaci di raccontare l’anima della pietra e del territorio attraverso il linguaggio del design contemporaneo. Per concretizzare questa visione abbiamo coinvolto giovani talenti e una realtà universitaria di eccellenza. L’incontro con l’Ecal di Losanna, tra le scuole di design più prestigiose d’Europa, ha permesso di avviare una collaborazione inedita: gli studenti del Master in Design for Luxury & Craftsmanship lavorano direttamente con il marmo Cristallina, vengono in Ticino, vivono la cava, esplorano il territorio e traducono l’esperienza in oggetti unici, raffinati, destinati a durare».
Il risultato sono sei collezioni di arredi e oggetti che vanno oltre l’estetica. «Il dettaglio è il vero protagonista: finiture, proporzioni e giochi di luce trasformano un materiale spesso percepito come “freddo” in qualcosa di profondamente umano, emozionale, quasi narrativo», prosegue l’intervistata.
Il marmo Cristallina custodisce una storia geologica antichissima: «Nasce nel Triassico, quando le Alpi svizzere erano sommerse dal mare. Estrarlo oggi dalle montagne del Ticino significa in realtà raccontare un passato marino, perché la sua formazione deriva dalla calcificazione di organismi ed elementi marini, tra cui i coralli. È incredibile pensare che un materiale che oggi rappresenta la solidità delle nostre montagne racchiuda in sé la memoria del mare. Dal punto di vista tecnico, il Cristallina è un marmo straordinariamente resistente. A differenza di altri marmi, notoriamente delicati e soggetti a macchiarsi o rovinarsi facilmente, il Cristallina può essere utilizzato in contesti molto esigenti senza temere danni. Resistenza legata a una peculiarità strutturale: i cristalli che lo compongono, più grandi della media (tra i 2 e i 5 millimetri), non solo ne aumentano la solidità, ma regalano anche una luminosità particolare. Questi cristalli catturano e riflettono la luce, donando agli oggetti una brillantezza unica e la capacità di dialogare con l’ambiente circostante. Un altro aspetto che lo rende irripetibile è la ricchezza cromatica. Le sue sfumature variano dal bianco al grigio, fino a toni caldi e venature imprevedibili, offrendo infinite possibilità espressive. Spesso nelle nostre collezioni utilizziamo più colori insieme, creando interessanti dialoghi visivi. Un esempio emblematico è la scacchiera Blooming, dove gli scacchi alternano il Cristallina Violet – un viola intenso – al Cristallina White, luminoso e chiaro».

Il rispetto per questo materiale non si esaurisce nella forma e si estende al contesto. «Il valore etico e sostenibile guida ogni fase della nostra produzione: l’estrazione in galleria, meno invasiva e più rispettosa dell’ambiente, il laboratorio alimentato a energia solare, le lavorazioni realizzate con tecnologie di ultima generazione per ridurre al minimo gli scarti; ma ci affidiamo anche a mani esperte che conoscono la pietra e sanno interpretarla. Un approccio responsabile che restituisce al marmo il valore che merita: non solo risorsa naturale, ma patrimonio culturale da proteggere e trasmettere alle generazioni future. Materiale che appartiene profondamente al Ticino e alla Svizzera, entra in ogni creazione dandole uno spessore che va oltre l’estetica: diventa racconto, identità e memoria». Con gli oggetti che scegliamo di esporre negli spazi personali, raccontiamo qualcosa di noi agli altri, ma allo stesso tempo quegli oggetti ci parlano, ci restituiscono un riflesso di chi siamo e ci fanno stare bene.
«Questa interazione tra persona, ambiente e materia genera atmosfera e benessere. È un lusso che non si ostenta, ma che si respira», nota la titolare di Cristallina Design, sottolineando come l’omonimo marmo sia da sempre impiegato in opere importanti. Due, per esempio: l’edificio sede di Bucherer a Zurigo, dove è stato utilizzato sia per le facciate esterne sia per gli arredi interni, il quale ha vinto nel 2021 il premio come miglior edificio della città di Zurigo, e la celebre Chiesa di Mogno, progettata dall’architetto Mario Botta, caratterizzata dal marmo Cristallina, abbinato al granito per creare un’opera architettonica contemporanea volta a valorizzare le pietre del territorio. La chiesa è oggi una meta turistica e culturale di grande richiamo, il cui fascino risiede anche nell’uso sapiente di questi materiali. Progetti iconici questi, ma è anche in edifici pubblici e ville di lusso che trova impiego il Cristallina, la cui versatilità spazia dall’architettura monumentale fino al design più intimo e quotidiano. «Con Cristallina Design abbiamo voluto portare questo patrimonio oltre l’architettura, dentro oggetti che fanno parte della vita di tutti i giorni, mantenendone intatti la solidità e lo stesso valore simbolico», aggiunge Finocchiaro Maurino, che è anche Ceo dell’azienda.

In un mondo in cui la velocità e l’effimero sembrano definire le nostre scelte quotidiane, esiste una bellezza che si contrappone a questa frenesia, una bellezza che affonda le radici nel tempo e nella memoria. È quella di oggetti, materiali e creazioni che trascendono la moda e il consumismo, diventando parte di una narrazione più profonda e duratura. Il vero lusso, in questa prospettiva, non è un mero accumulo di oggetti, ma una scelta consapevole di ciò che resiste al passare del tempo, che racconta storie, evoca emozioni e, soprattutto, mantiene intatta la propria identità nel corso degli anni.
Questa bellezza è fatta di materiali che portano con sé l’impronta della terra, del lavoro artigianale, delle tradizioni che non si dissolvono, ma che si evolvono con rispetto.
Un invito a riflettere sul nostro rapporto con le cose che ci circondano, a dare valore a ciò che è autentico e raro, e a riconoscere l’importanza di un’arte che non è solo estetica, ma anche funzionale e simbolica. Ogni oggetto che sopravvive al tempo, che non si limita a rispondere a una necessità immediata, ma che si presta a diventare parte di una memoria collettiva, possiede una forza che va oltre l’apparenza. Diventando parte integrante della storia di un individuo, di un luogo, di un’epoca.
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