TM   Giugno/Luglio 2025

007 e la Svizzera

Oggi il famoso agente segreto avrebbe 100 anni esatti: la sua nascita infatti viene datata novembre 1924. Virtù, segreti e fascino senza tempo del personaggio nato dalla penna di Ian Fleming sono affidati alle 25 pellicole ufficiali realizzate in sette decenni e raccontati dai cimeli custoditi dagli appassionati. Un collezionista da record, Edward Coffrini Dell’Orto, ci ha aperto la sua Wunderkammer…

di Claudio Moschin

Giornalista e fotografo

Edward Coffrini Dell’Orto, collezionista / © Claudio Moschin
Edward Coffrini Dell’Orto, collezionista. Da decenni raccoglie ‘cimeli bondiani’. © Claudio Moschin.

Migliaia di pezzi stipati in decine di vetrine: a tanto ammonta la collezione dedicata alla saga di James Bond, alias ‘007’ curata da Edward Coffrini Dell’Orto. Dalla sua irresistibile passione per il più famoso agente segreto del mondo ha preso vita la collezione probabilmente più vasta in Europa e tra le maggiori al mondo, formata da oggetti “bondiani”: locandine, oggetti, libri, gadget, modellini, autografi, fotografie, copioni, pupazzi, maschere e migliaia di altre cose, piccole e grandi. Una straordinaria raccolta iniziata tanti anni fa con un modellino della famosa Aston Martin DB5 usata da Bond nei primi film della serie (quando 007 era interpretato dall’attore Sean Connery). Un modellino (della Corgi Toys) rotto e che richiese mille peripezie per essere ricostruito, sino a diventare una sorta di ‘Numero 1’ della collezione, via via sempre più grande. Da allora la passione è diventata mania, e la caccia agli oggetti ha interessato ogni minuto possibile della sua vita, come racconta Edward Coffrini Dell’Orto.

Una collezione ricchissima, la sua, sebbene il numero esatto di pezzi che ne fanno parte sia solo stimato. «Non li ho mai contati», esordisce Edward Coffrini Dell’Orto, «sono un ‘accumulatore seriale’, magari ho anche tre o quattro oggetti identici; li trovo nei mercatini, in giro per il mondo, li cerco nel web. Stimo di avere migliaia di pezzi. Molto a spanne, direi tra le sei e le settemila unità. Ma considerato che molti di essi sono piccoli, potrebbero essere tanti di più!».

Edward Coffrini Dell’Orto, collezionista / © Claudio Moschin
© Claudio Moschin. Tutto è iniziato con un modellino della famosa Aston Martin DB5 usata da James Bond nei primi film della saga: oggi è probabilmente la collezione più vasta, in Europa, dedicata al celebre agente segreto che, negli anni, è stato interpretato da Sean Connery, George Lazenby, Roger Moor, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig. Una collezione così vasta che, ad ospitarla integralmente, è servito un albergo.

Una raccolta originale, come originale è il luogo in cui è ospitata: un hotel, di proprietà del collezionista. «È l’unico posto dove posso tenere tutto; inoltre, è proprio in questo hotel che ha sede lo ‘007 Admiral Club’, il primo e unico in Italia. Un club che conta oggi circa quattrocento iscritti (tra cui molte donne) ed è stato fondato, con me, da Andrea Carlo Cappi  che, con lo pseudonimo di François Torrent, è scrittore e traduttore ufficiale di tutti i romanzi di Bond in italiano. Inutile dire che tutte le tessere di questo nostro club iniziano per 00…», prosegue il collezionista.

James Bond, libro, Edward Coffrini Dell’Orto
James Bond, libro, 50 anni di un mito, Edward Coffrini Dell’Orto

Gli chiedo quale, a suo avviso, potrebbe essere la battuta più storica del famoso agente segreto. «Ce ne sono tante. Forse “Vino rosso con il pesce? Dovevo capirlo da questo!”, detta dal mitico Sean Connery nel film A 007 Dalla Russia con amore. Ma in uno dei tanti collegamenti di Bond alla Svizzera, mi piace molto anche la battuta, che lo 007 – con una certa ironia – dice al banchiere Lachaise ne Il mondo non basta: “Se non ci si può più fidare di un banchiere svizzero, dove va il mondo?”»

La Svizzera, appunto: a quanto pare i riferimenti alla realtà elvetica nei romanzi di Ian Fleming e nei film di James Bond sono stati tanti e davvero molto curiosi. Il collezionista li conosce tutti. A memoria.

«Tutto è cominciato il 16 gennaio del 1962», dice Edward Coffrini Dell’Orto, «quando fu presentato per la prima volta il fim Agente 007 Licenza di uccidere e l’attrice Ursula Andress – bernese – usciva dal mare in bikini. Da allora infatti, in un modo o nell’altro, la Svizzera ha svolto spesso un ruolo nelle pellicole di Bond. E se è vero che la bellezza della Andress, la prima Bond Girl, è diventata poi un punto di riferimento per tutte le ‘Bond Girls’ che dopo di lei si sono avvicendate, una pellicola dopo l’altra, è anche vero che l’agente segreto di Sua Maestà può vantare origini in parte… elvetiche. Secondo una biografia autorizzata, pubblicata nel 1973 da John Pearson, 007 sarebbe infatti figlio di un ingegnere scozzese e di una svizzera (vodese, per la precisione), tale Monique Delacroix, deceduta in un incidente di montagna. In uno dei romanzi di Fleming emerge inoltre che James Bond avrebbe vissuto a Ginevra e studiato pure all’Università locale».

Curiosamente, aggiungo io, anche lo scrittore Ian Fleming, creatore del personaggio, sarebbe vissuto in Svizzera, in Romandia, dal 1929 al 1931, assieme alla sua fidanzata, tale Monique Panchaud. La conversazione con Edward Coffrini Dell’Orto prosegue, mentre mi mostra centinaia di gadget bondiani, narrando di questo e di quello, aneddoti, storie, curiosità, nomi e date.

Che senso avrebbe Bond senza i suoi avversari, altrettanto mitici? «Anche gli avversari del celebre agente segreto hanno dovuto fare i conti con la Svizzera. Nella pellicola intitolata Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà, del 1969 (diretta da Peter R. Hunt e con l’attore George Lazenby nei panni di Bond), l’agente segreto va a stanare il cattivo Draco nel suo nascondiglio in cima a una montagna per poi lanciarsi con gli sci (e tanto di smoking) dalla vetta. Tali scene sono state girate nel ristorante girevole Piz Gloria, situato a tremila metri di altezza sulla vetta del monte Schilthorn.

Oggi i i visitatori qui possono seguire le orme di James Bond nella mostra permanente Bond World oppure sulla 007 Walk of Fame. Tornando, dunque al film del 1969: durante la celebre rincorsa sugli sci, lo svizzero – nato ad Andermatt – Bernhard Russi, che tre anni dopo sarebbe diventato campione olimpico, era uno dei ‘cattivi’.  A rafforzare il legame Bond-Svizzera, un’altra chicca: gli inseguitori erano muniti di copie di fucili d’assalto Fass57 Sig: gli originali per oltre trent’anni sono stati in forza dell’esercito svizzero», prosegue il collezionista.

A ben guardare, la Svizzera era comparsa in un film della serie già cinque anni prima, nel 1964: per alcune riprese di Missione Goldfinger, infatti, erano stati scelti il Passo della Furka e la regione di Andermatt. Nel film si vede Bond inseguire Auric Goldfinger a bordo dell’iconica Aston Martin sulla strada del famoso valico svizzero che collega Andermatt nel Canton Uri con Gletsch nel Canton Vallese.

Finita qui? Macché. Nel 1995 si ritorna in Svizzera, con il Bond interepretato da Pierce Brosnan in GoldenEye di Martin Campbell. Nella prima scena mozzafiato del film, 007 si lancia infatti nel vuoto facendo bungee jumping da un’imponente diga ad arco che affaccia sulle montagne: è la ticinese Diga di Contra, che sbarra il corso del fiume Verzasca. Alta 220 metri.

Il miglior film della saga bondiana? «Skyfall, di Mendes, del 2012 e con Daniel Craig che interpreta Bond (e la celebre colonna sonora con la voce della cantante britannica Adele). Il film è il ventitreesimo dei venticinque della serie ufficiale, prodotta dalla Eon Productions. Un film che racconta un aspetto diverso del protagonista», commenta il collezionista che, dopo aver selezionato e collezionato migliaia di pezzi, ha un grande desiderio non ancora realizzato, ossia possedere «La Lotus Esprit subacquea del 1977. Ma quella vera, non il modellino!».

Non si può parlare di Bond senza parlare di Bond Girls. Divenute tutte celebri, non solo per l’evidente bellezza. «Se proprio devo indicarne una in particolare, direi Pussy Galore di Goldfinger, per il suo personaggio ambiguo che Bond riesce a sedurre».

007 attori

E non si può parlare di Bond senza parlare dell’interpretazione, così diversa eppure puntualmente eccezionale, resa dai diversi attori. A chi lo scalino più alto del podio? «L’attore più bravo resta Sean Connery, ma a Roger Moore bisogna riconoscere l’intelligenza, la classe e l’ironia con cui ha saputo reinventare la figura di James Bond senza imitare l’inimitabile originale», sintetizza Edward Coffrini Dell’Orto che rivela anche il suo ‘cattivo preferito’: «Adolfo Celi, un genio totale. Un personaggio elegante. Un mito».

Ma, in fin dei conti, quanti anni ha esattamente il personaggio di James Bond? «A fornire indirettamente l’informazione è lo scrittore inglese Ian Fleming, che lo ha creato: nel penultimo romanzo, intitolato Si vive solo due volte, viene riportato il necrologio scritto da Sir Miles Messervy, ovvero M, il direttore del Secret Intelligence Service, dal quale si evince che il Comandante Bond è nato l’11 novembre 1924. Dunque il nostro Agente Segreto con Licenza di Uccidere ora ha ben 100 anni». Ma non li dimostra affatto!

Agente 007 -Licenza di uccidere
Anno: 1962
Sean Connery (ha interpretato lo 007 in
sei pellicole tra il 1962 e il 1983)

Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà
Anno: 1969
George Lazenby (unico suo film della saga)

Agente 007 – Vivi e lascia morire
Anno: 1973
Roger Moore (è stato Bond in sette pellicole)

007 – Zona pericolo
Anno: 1987
Timothy Dalton (James Bond per due volte)

007 – GoldenEye
Anno: 1995
Pierce Brosnan (ha interpretato l’agente segreto in quattro pellicole tra il 1995 e il 2002)

Casino Royale
Anno: 2006
Daniel Craig (ha indossato i panni di Bond in cinque pellicole tra il 2006 e il 2021).

Testo e foto di Claudio Moschin

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