TM   Ottobre 2025

Workation: basta benefit

È tempo di inaugurare una nuova etica del lavoro, che abbracci sostenibilità, autonomia e senso di appartenenza. Come farlo? Non limitando il vero potenziale delle persone. L’Opinione di Francesca Prospero Cerza, fondatrice di coworkingbar.

Francesca Prospero

di Francesca Prospero Cerza

Fondatrice di coworkingbar.ch

Nel 2023, stando a PwC, il 75% delle richieste di workation in Europa è arrivato dalla Generazione Y (1981-’96). L’80% della Gen Z (1997-’12) considera la possibilità di lavorare temporaneamente da un altro luogo un fattore decisivo per accettare un’offerta. Più che ‘privilegio’, è la richiesta di autonomia, benessere e ambienti stimolanti.

Nel 2024, una nuova analisi mostra altre evidenze che rafforzano il messaggio:
– il 30 % dei collaboratori dichiara di rifiutare un’offerta lavorativa se l’azienda non permette workation, e tra i 18–29 anni la percentuale sale al 45%;|
– il 51% delle persone intervistate ha già la possibilità di lavorare all’estero e può farlo in media 40 giorni all’anno;
– il 42% dei collaboratori ha già sperimentato la workation (26% una volta, 16 più volte); e il 92% lo rifarebbe.

Eppure, molte aziende svizzere la vedono come un ‘extra’ per i più esigenti.

Cos’è davvero? La workation è una modalità di lavoro che consente alle persone di operare da luoghi diversi dall’ufficio o dalla propria abitazione, spesso in contesti turistici o rigeneranti. Non è una vacanza. Non è un premio. È un’esperienza ibrida dove produttività e benessere si incontrano. Quando ben progettata impatta significativamente sull’aumento di motivazione e senso di appartenenza, benessere mentale percepito, diminuzione del turnover e mantiene (se non aumenta) la produttività.

Quattro linee guida pratiche per le aziende che vogliono sperimentare: Definire policy chiare: stabilire durata, località, compatibilità di fuso orario e requisiti minimi (sicurezza, disponibilità…); Approccio pilota: avviare con piccoli gruppi, raccogliendo feedback strutturati; Allineamento culturale: integrare la workation con team building, ritiri o progetti collaborativi; Misurare l’impatto: monitorare engagement, performance e benessere, usando gli strumenti adatti.

Il ruolo della Workation nel mondo del lavoro

La possibilità di lavorare in remoto dall’estero è interessante per molti

Il ruolo della Workation nel mondo del lavoro
Fonte: PwC 2024. Il ruolo della Workation tra i più giovani è sempre più determinante professionalmente.

La leadership aziendale. Chi guida un team oggi deve abbandonare la leadership del controllo e abbracciare quella del contesto: creare ambienti che stimolano creatività, fiducia, rigenerazione. Policy di workation e smartworking, non sono semplici strumenti Hr, ma leve di Governance, di cultura e persino di innovazione. Il Future of Work 2024 Report rileva infatti che il 63% delle aziende che sperimentano luoghi di lavoro fuori sede registra un incremento nell’innovazione percepita. Spazi esterni di lavoro (coworking hotel, hub creativi, natura) permettono di ospitare ritiri strategici, workshop, team building ed eventi di networking.

Aziende svizzere come Dufour Aerospace e LaPosta stanno già sperimentando queste pratiche con risultati tangibili in termini di maggior soddisfazione, retention dei collaboratori e performance.

Ogni innovazione incontra resistenze. Superarle richiede esperienze mirate, con budget definiti, obiettivi misurabili e protocolli di sicurezza. La workation non è solo una risposta interna: nella guerra dei talenti aumenta attrattiva e retention; contro il burnout offre rigenerazione; nella transizione green privilegia mobilità e destinazioni sostenibili; nelle politiche di flessibilità rafforza l’immagine aziendale.

Per chi decide. Workation e coworking sono strumenti di trasformazione culturale, laboratori mobili di una nuova etica del lavoro che abbraccia sostenibilità, autonomia e senso di appartenenza. Non è una moda. È una rivoluzione. E come tale comincia da una domanda scomoda: perché lavoro come lavoro? Se il luogo in cui si lavora modella il modo di pensare e creare, perché limitare il potenziale delle persone alle mura dell’ufficio?

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