TM   Maggio 2025

Giussani ospite di UCIT

I rischi e i benefici dell'Intelligenza Artificiale, e un nuovo umanesimo digitale

Lunedì 26 maggio, in una sala gremita dell’hotel Dante Lugano, si è svolta la serata organizzata da UCIT su umanesimo digitale e Intelligenza artificiale. Ospite d’eccezione Bruno Giussani, ex-curatore internazionale e direttore europeo di TED (l’organizzazione nota per i TEDTalks sul web e per gli eventi TEDx) fino al 2024, che, intervistato da Ivano Dandrea – CEO del Gruppo Multi – ha guidato una riflessione in merito alla trasformazione tecnologica più radicale della nostra epoca e su come essa stia trasformando il mondo del lavoro.

Lunedì 26 maggio, in una sala gremita dell’hotel Dante Lugano, si è svolta la serata organizzata da UCIT su umanesimo digitale e Intelligenza artificiale. Ospite d’eccezione Bruno Giussani, ex-curatore internazionale e direttore europeo di TED (l’organizzazione nota per i TEDTalks sul web e per gli eventi TEDx) fino al 2024, che, intervistato da Ivano Dandrea – CEO del Gruppo Multi – ha guidato una riflessione in merito alla trasformazione tecnologica più radicale della nostra epoca e su come essa stia trasformando il mondo del lavoro.

Dopo i saluti introduttivi del presidente di UCIT Stefano Devecchi Bellini, l’intervento del nuovo console italiano Uberto Vanni d’Archirafi che ha elogiato l’iniziativa di UCIT nel proporre una serata sull’AI, una tematica “che suscita grande curiosità perché riguarda tutti noi”. Il vicepresidente di UCIT, Andrea Moroni Stampa, ha poi introdotto gli ospiti della serata ponendo ai presenti alcuni importanti interrogativi: “L’umanesimo digitale sta diventando sempre più una necessità: quale posto vogliamo occupare in questa epoca di grandi cambiamenti? Come possiamo portare la nostra capacità di pensare e di immaginare all’interno della tecnologia?”.

Interrogativi poi ripresi da Giussani che, incalzato da Dandrea, ha spiegato la storia dell’AI e gli scenari attuali: “L’intelligenza artificiale non è un fenomeno nuovo, ha avuto le sue origini ormai 70 anni fa, ma è solo negli ultimi anni che è esplosa nelle nostre realtà grazie a una serie di sviluppi concomitanti, come la potenza degli ordinatori, la sofisticazione degli algoritmi, la disponibilità di grandi quantità di dati. In questa fase siamo stati presi in contropiede; ancora non sappiamo bene cosa fare ne come muoverci, ma non vogliamo correre il rischio di rimanere indietro. Spesso è ancora una tecnologia che non capiamo a fondo, perché non si limita a rispondere a un comando, ma è in grado di prendere decisioni ed evolvere in maniera autonoma. E proprio per questo ci spaventa”. Giussani ha così messo in guardia il pubblico presente dai grandi rischi che oggi l’AI presenta: “Dobbiamo tenere conto che i sistemi di AI non sono per nulla neutri perché sono l’incarnazione del pensiero umano attraverso degli algoritmi”, è bene dunque non scordarci che l’AI non è la verità assoluta e non rispecchia mai un sistema democratico. Tante le professioni che sono già state sostituite in parte dall’AI: oltre ai processi aziendali, alle tante applicazioni di musica e multimediali, Giussani ricorda quanto l’AI sia entrata anche nel mondo della medicina dove è oggi in grado di leggere un esame medico meglio del professionista stesso, quello che manca è “solo” l’empatia.

L’intelligenza artificiale non è un fenomeno nuovo, ha avuto le sue origini ormai 70 anni fa, ma è solo negli ultimi anni che è esplosa nelle nostre realtà grazie a una serie di sviluppi concomitanti, come la potenza degli ordinatori, la sofisticazione degli algoritmi, la disponibilità di grandi quantità di dati. In questa fase siamo stati presi in contropiede; ancora non sappiamo bene cosa fare ne come muoverci, ma non vogliamo correre il rischio di rimanere indietro. Spesso è ancora una tecnologia che non capiamo a fondo, perché non si limita a rispondere a un comando, ma è in grado di prendere decisioni ed evolvere in maniera autonoma. E proprio per questo ci spaventa.

E per quanto riguarda l’aspetto etico dell’AI, una tematica enorme che ogni settore coinvolto dovrebbe avere l’urgenza di affrontare, Giussani ricorda che a gennaio papa Francesco – che più volte durante il suo pontificato ha affrontato la tematica – ha pubblicato un documento dal titolo “ANTIQUA ET NOVA. Nota sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana” nel quale Bergoglio riconosce l’importanza dell’AI ma allo stesso tempo mette in guardia sui rischi di generare disuguaglianze e sul fatto che le nuove tecnologie rischiano di creare generazioni che si accontentano di ciò che la macchina offre loro, con il rischio di arrivare alla perdita di competenze personali.

E la Svizzera e il Ticino, come si pongono nei confronti di queste nuove tecnologie? “La Svizzera in generale ha un buon rapporto con le nuove tecnologie: migliaia di persone lavorano sullo sviluppo legato all’intelligenza artificiale. Ospitiamo importanti centri di ricerca di aziende come Google, IBM, e sedi di OpenAI, Meta e molte altre. Inoltre abbiamo istituti e università di altissimo livello, tra i quali ricordo i Politecnici di Zurigo e di Losanna, come pure l’Istituto dalle Molle dell’USI a Lugano. Quello che oggi manca è una buona politica industriale che possa sostenere le nostre aziende”. Dalle numerose e interessanti domande sorte in sala al termine dell’intervento si intuisce quanto l’argomento sia attuale e quanto il dibattito su rischi e potenzialità sia ancora totalmente aperto.

Silvia Guggiari

Ucit, l'etica nel fare impresa, persone
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