TM    Giugno/Luglio 2025

Energie e misteri

Continuano a dominare fandonie e chiacchiericcio su come si dovrebbero risolvere i problemi della contemporaneità. Pie illusioni, ignoranza o grandi/piccoli interessi di parte? L’Opinione di Ettore Accenti, esperto di tecnologia.

Ettore Accenti

di Ettore Accenti

Esperto di tecnologia

Nonostante la sua importanza universale per la civiltà umana, pare incredibile come la questione “Energia” sia poco capita e, anche peggio, venga bistrattata. Se l’Homo Sapiens oggi domina saldamente il pianeta Terra con i suoi otto miliardi di individui, e con la vita media più lunga di qualsiasi altro mammifero, lo si deve soprattutto all’energia. Quando 100mila anni fa un umano progenitore acquisì la capacità di gestire il fuoco, accendendolo a piacimento in qualche caverna impossessandosi del calore, che è energia pura, è iniziato a crescere cuocendo cibo e sfruttando il fuoco per tenere lontane le belve dalla sua primordiale dimora una volta scesi dagli alberi. Ci sono volute decine di migliaia di anni perché si capisse appieno come sfruttare l’energia animale per muoversi rapidamente e l’energia dello scorrere dei ruscelli e del vento perché i mulini potessero macinare il frumento.

Le conoscenze tecnologiche acquisite nell’ultimo millennio grazie alla scienza hanno offerto all’umanità un progresso esponenziale portando allo sfruttamento dell’energia, per soddisfare crescenti e infiniti bisogni, ricavandola da elementi naturali come carbone, petrolio e gas per il riscaldamento, per i mezzi di trasporto, il calore e quell’elettricità che gli antenati conoscevano solo come fulmini dominati abilmente dalle varie divinità. Ora, in poco più di un secolo, si è cresciuti dallo sparuto miliardo di uomini agli attuali 8 miliardi: indiscutibilmente un gran progresso che ci fa onore e pone l’umanità al vertice delle specie viventi.

La razza umana è stata così abile e ingorda che, solo recentemente, ci si è arrivati a porre due domande esiziali: cosa fare quando la fonte di energia principe dei miracoli degli ultimi secoli, ossia il fossile, finirà e – non trascurabile – come ridurne l’impatto sull’ambiente

Premesso questo, solo da qualche decennio ci si è resi conto che tale incredibile crescita è dovuta allo sfruttamento di quell’energia che generosamente il Sole aveva sotterrato nell’arco di centinaia di milioni di anni sotto forma fossile. La razza umana è stata così abile e ingorda che, solo recentemente, ci si è arrivati a porre due domande esiziali: cosa fare quando quella fonte di energia finirà e come ridurne l’impatto sull’ambiente.

Si può rispondere alla prima domanda cercandone affannosamente altre fonti, alla seconda dividendosi tra chi vorrebbe che venissero semplicemente ridotti i consumi e chi invece producendone alternative chiamate rinnovabili. Inutile dire che, come sempre, si vorrebbe sapere e ottenere tutto, ma che è possibile ottenerlo solo se infarcito di infinite chiacchiere, e purtroppo molto spesso anche dal prevalere di interessi ‘particulari’ e di breve termine.

Come esperto di tecnologia e dei numeri che la descrivono ho preso in esame per confrontarli l’anno 2019, ossia prima della pandemia, e il 2024. Una prima elementare evidenza, i dati svelano che tra il pre e il post il consumo di energia nel mondo è aumentato di 12.376 terawattora, mentre la produzione di solare, eolico compreso, è aumentata di 2.368. In pratica, con gli immensi investimenti effettuati da molti Paesi, l’incremento cospicuo di quelle nuove energie non ha coperto nemmeno l’incremento del consumo e rappresentano oggi uno striminzito 2,5% dell’energia che nel mondo viene consumata ogni giorno (a patto che vi sia il sole e dunque non piova o sia troppo nuvolo, o che vi sia vento).

In breve, l’incremento del consumo di fossile batte largamente la speranza di vittoria delle tanto declamate energie rinnovabili e, quel che è peggio, anche solo l’idea di sostituire nel lontano futuro una parte sostanziosa di fossile con energie rinnovabili. Questo non significa certo che le ‘rinnovabili’ siano un male, tutt’altro, ma i numeri sono inesorabili e spietati nella loro apparente semplicità; sperare di programmare un futuro sulla base delle ideologie è solo mortale.

Energie disponibiliti all'umanità
Uno specchio delle energie disponibili all’umanità misurate in energia elettrica (kWh, GWh e TWh) per ogni kg. Notare come un solo kg di massa trasformato interamente in energia secondo la legge di Einstein produce 25 TWh. Il consumo di energia elettrica in Italia di un anno pari a circa 300 TWh verrebbe soddisfatto trasformando 12 kg di massa in energia, ma si è ancora molto lontani dall’ottenerlo con la migliore tecnologia attualmente disponibile, ma forse i pronipoti ne godranno il prossimo secolo.

Una considerazione di fondo su quanto detto va certamente fatta a questo punto e riguarda il modo profondo di come gli umani sono fatti e dunque operare di conseguenza. La natura ha voluto che l’istinto di tutti gli esseri viventi sia quello di sopravvivere, lottare per questo e sempre migliorare la propria esistenza. L’uomo non sfugge a questa ‘trappola’ che a livello di nazioni si trasforma nel pianificare, sempre ovunque e con qualsiasi tipo di Governo in carica, la ricerca dell’aumento del Pil che è proporzionale al consumo di energia collettivo e individuale.

Mai si è sentito o pronunciato, oralmente o per iscritto, un solo Governo democratico o meno, di un Paese ricco o povero, in un’epoca antica, moderna o contemporanea, programmare per il proprio popolo la scelta di stringere volontariamente la cinghia. È alquanto probabile che se ciò accadesse in un Paese democratico, quel Governo cadrebbe subito e in altri un po’ meno democratici verrebbe in qualche modo fatto cadere in breve tempo.

Confrontando i dati del consumo energetico nel 2019 e nel 2024 si nota che la domanda è aumentata di 12.376 Terawattora, mentre il costoso contributo di solare ed eolico di 2.368, fallendo l’obiettivo di compensarne il solo aumento. Oggi garantiscono il 2,5% del consumo giornaliero mondiale

Tutto questo, accompagnato da lunghe perifrasi, per dire cosa, in buona sostanza? Piuttosto semplice: come sempre sarà la natura a porre un freno, facendo scoprire qualche soluzione oggi impensabile o costringendo con una bella sculacciata a seguire qualche più accettabile direzione.

Nel frattempo, sempre la natura, lascia l’umana gente al suo chiacchiericcio quotidiano, all’attuazione di azioni a breve termine, sempre spinte dagli interessi di chi ha il potere di imporle e, con estrema lentezza, forse di milioni di anni, modificando i suoi parametri. Saremo obbligati ad adattarci come abbiamo fatto da quando siamo scesi dagli alberi in Africa qualche centinaio di migliaia di anni fa. A complemento qualche ulteriore basilare evidenza, per chiarire i valori numerici dell’energia che ci circonda e tutto (oltre che tutti) muove. Ne dovrebbe derivare qualche monito, o modesto suggerimento, poi come sempre accade intellegenti pauca...

Un paio di esempi: 3 kg di benzina contengono l’equivalente dell’energia della batteria di un’auto elettrica, ma da 500 kg. O ancora, un solo chilo di trizio e deuterio, celebri (almeno in alcuni ambienti) isotopi dell’idrogeno, contengono a spanne 180 gigawattora di energia elettrica. Dunque, se l’aritmetica non è un’opinione, con circa 3 tonnellate di massa trasfromata in energia si produrrebbe l’equivalente dell’energia elettrica consumata in Italia nell’arco di un anno… la strada è però ancora lunga e accidendata. Iter, l’unico progetto serio, si sta fermando per i contrasti interni tra le nazioni partecipanti e gli ingenti costi.

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